Cosa sono gli oli essenziali

Olio essenziale di lavanda puro e naturale

Gli oli essenziali sono ormai apprezzati da più parti e utilizzati in tanti modi diversi. Cosa sono, però, di preciso queste sostanze naturali dall’intenso profumo e che proprietà hanno?

Ti sei mai chiesto perché si chiamano “oli essenziali” se non sono oleosi? E come possono essere utilizzati in sicurezza per il benessere di mente e corpo? Ecco alcune informazioni che ti potranno essere utili.

Olio essenziale: la quinta essenza della pianta

Fra i doni più preziosi di Madre Natura ci sono proprio gli oli essenziali. Sono così chiamati perché racchiudono l’essenza o la quinta essenza della pianta (come credevano gli antichi) da cui sono ottenuti.

Detto in modo semplice, l’olio essenziale è una miscela concentrata di molecole volatili e profumate, che potremmo considerare dei messaggi profumati che la pianta emana.

Non da tutte le piante che troviamo in natura, però, è possibile estrarre l’essenza: delle oltre 800.000 specie vegetali presenti sulla Terra, solo un 10%, le cosiddette piante aromatiche, possono essere utilizzate a questo fine.

Questa miscela di molecole nella pianta non ha solo scopo di conferire un profumo piacevole o sgradevole alla pianta, ma è un vero concentrato di sostanze chimiche.

Pensa infatti che ogni olio essenziale può contenere oltre 200 sostanze attive, come fenoli, terpeni, alcoli ed eteri. Essi rendono questi prodotti naturali dei veri e propri concentrati benefici.

Gli oli essenziali sono ottenuti sono ottenuti con diversi metodi naturali, il più comune è la distillazione in corrente di vapore
Credit: Vero Manrique su Unplush

Un’arma per la pianta, un prezioso rimedio naturale per noi

In natura l’olio essenziale ha una funzione protettiva: quello che per noi è solo profumo, per la pianta ha scopi diversi, come ad esempio:

  • attrarre gli insetti impollinatori,
  • proteggerla da sole, malattie e parassiti,
  • guarirla da attacchi di vario tipo,
  • permetterle di comunicare con l’ambiente circostante.

Gli oli essenziali sono dunque delle sostanze naturali e pure al 100% che possono essere ottenute sia da rametti che dai fiori, dalle cortecce e dalle resine, e persino dai frutti, come nel caso degli agrumi.

Raramente si usa la pianta intera, ma dalla stessa pianta è possibile ottenere oli essenziali con caratteristiche e profumo diversi a seconda delle parti che si utilizzano.

Un esempio concreto lo troviamo nella dell’arancio (Citrus sinensis). Dalle scorze del frutto si ottiene l’olio essenziale di Arancio amaro, dai fiori si estrae l’olio essenziale di Neroli, mentre dalla distillazione delle foglie e dei rametti si ricava l’olio essenziale di Petitgrain. Pur provenendo dalla stessa pianta, ognuno di questi tre oli essenziali ha caratteristiche e proprietà diverse, così come prezzi diversi.

Allo stesso modo un olio essenziale ottenuto dalla corteccia della Cannella non è uguale a quello ottenuto dalle foglie della Cannella.

Diversi metodi di estrazione

Anche l’estrazione dell’olio essenziale può essere fatta in diversi modi:

  • distillazione in corrente di vapore: è il metodo più diffuso, che prevede l’utilizzo di un distillatore per oli essenziali,
  • spremitura a freddo: è la tecnica utilizzata soprattutto per gli agrumi o per gli oli essenziali ottenuti dalle scorze, come quella del limone,
  • enfleurage: oggi poco usato, consisteva nel disporre i petali di fiori delicati come il gelsomino o la rosa, su uno strato di grasso da cui poi ottenere l’olio essenziale attraverso diversi passaggi,
  • estrazione con Co2: si usa per i profumi più volatili che rischiano di degradarsi con altre tecniche. L’anidride carbonica (Co2) utilizzata viene trasformata da gassosa a liquida in modo che possa estrarre l’essenza della pianta, per poi trasformarsi in un gas innocuo,
  • estrazione con solvente: per questa tecnica si utilizza l’etere, e alla fine del processo si ottiene l’assoluta, un preparato con sostanze aromatiche e volatili. Il solvente utilizzato viene eliminato nella fase finale di lavorazione.
Gli oli essenziali possono essere ottenuti con diverse tecniche estrattive, la più famosa delle quali è la distillazione in corrente di vapore
Credit: Hannah Bruckner su Unsplash

Unici per composizione e colore

Ogni olio essenziale è unico sia per profumo che per caratteristiche. Anche se sono chiamati “oli” la loro consistenza non è grassa, come invece è un olio vegetale. Sebbene la maggior parte sia di colore giallo, alcuni possono differire per colore, come la Camomilla blu e il Tanaceto che hanno un inconfondibile colore blu, mentre il Bergamotto è verde pallido e l’Inula verde smeraldo.

Essendo sostanze molto leggere, non possono essere mescolate all’acqua, perché non si amalgamano, mentre sono compatibili con l’alcol e le sostanze grasse.

Proprietà comuni degli oli essenziali

Tutti gli oli essenziali hanno diverse proprietà benefiche e possono essere utilizzati per diversi problemi di salute e della sfera psichica ed emotiva. La maggior parte di essi ha proprietà:

  • antisettiche,
  • antinfettive,
  • antivirali.

Negli ultimi decenni sono stati condotti diversi studi scientifici, pubblicati sulle maggiori riviste del settore (molti dei quali visionabili su PubMed). Tali studi hanno permesso di confermare i benefici degli oli essenziali e dell’aromaterapia.

Uno dei più studiati è l’olio di Lavanda vera (Lavanda angustifolia) sia come rilassante naturale in caso di ansia e insonnia sia per le affezioni della pelle, come arrossamenti, cicatrici o ferite.

Molti altri oli sono stati analizzati e testati permettendo di mettere in evidenza altre caratteristiche e benefici che possono avere, in particolare le proprietà:

  • disinfettante, utile per tutte le superfici di casa e ufficio. In alcuni Paesi sono usati anche negli ospedali,
  • analgesica, utile per contrastare dolori osteoarticolari ma anche mal di testa e cefalea,
  • espettorante, in grado di liberare le alte vie respiratorie dalle infezioni invernali,
  • antimicrobica, dato che possono limitare la proliferazione di funghi e batteri negli ambienti.

L’uso dei primi oli essenziali in epoche antiche

L’uso degli oli essenziali è antichissimo: usati principalmente per scopi cosmetici e come profumi naturali, tali sostanze naturali erano note e apprezzate ai popoli antichi. Ecco qualche informazione al riguardo.

Le essenze profumate nella storia antica

Ecco una breve cronologia dell’uso delle essenze profumate nei tempi antichi:

  • alcuni dipinti ritrovati in delle grotte fanno supporre che le essenze profumate delle piante fossero utilizzate proprio come vernice per disegnare le scene rupestri;
  • fra i popoli antichi (dal 4500 a.C.) gli Egizi facevano largo uso di profumi. Gli oli essenziali non erano solo amati da regine e donne nobili. Erano infatti usati anche per il laborioso processo di mummificazione dei faraoni e dei personaggi in vista della società egiziana. Allo stesso modo erano l’ingrediente naturale per fare unguenti, tinture e polveri da usare sia nelle cerimonie religiose che nei trattamenti medici;
  • secondo fonti antiche, Cleopatra doveva la sua proverbiale bellezza ai trattamenti termali che faceva abitualmente mescolando Sali del mar Morto con profumi e oli essenziali. La leggenda vuole che abbia sedotto Marco Antonio profumando le vele della sua barca con acque aromatiche e profumi;
  • i Romani, per parte loro, usavano gli oli essenziali anche per profumare l’acqua che bevevano o in cui facevano il bagno con l’essenza di Rosa. Oppure li usavano per fare massaggi e bagni aromatici. Non li producevano direttamente ma li importavano dall’Egitto;
  • un grande estimatore degli oli essenziali fu anche l’imperatore cinese Huang Ti, che scrisse un trattato di medicina contemporanea che include anche un capitolo sui benefici delle sostanze aromatiche;
  • In India essenze e profumi naturali erano usati come strumento di guarigione naturale, dato che potevano agire contemporaneamente sulla sfera spirituale, fisica ed emotiva. Nei Veda, il libro di testi sacri e religiosi induista, si fa riferimento all’uso di oltre 700 erbe e profumi per scopi sia religioni che curativi;
  • anche nella Bibbia vi sono riferimenti a oli profumati e medicamentosi, sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento. Nelle sacre scritture sono ricordati l’olio di Nardo, di Cannella, di Cassia e di Chiodi di Garofano.
In passato le essenze profumate sono state usate sia per uso cosmetico, che per uso religioso ma anche salutistico
Credit: Rachel Claire su Pexels

Aromaterapia moderna: non solo profumi

La battuta di arresto e la caduta della popolarità degli oli essenziali si verificò nel Medioevo, quando l’uso delle erbe e delle piante da parte di donne o persone non religiose era associata alla stregoneria.

Per porre un freno alla diffusione dell’erboristeria popolare, l’uso di questi preziosi strumenti fu limitato ai soli monaci.

Solo alla fine del 1600 le sostanze profumate ritrovarono una certa popolarità. Il culmine fu però 200 anni dopo, quando gli oli essenziali vennero massicciamente usati in profumeria per comporre pregiati profumi naturali.

Il contributo di Gattefossé

Alla fine del 1800, a causa di un incidente che coinvolse uno dei profumieri più in voga del momento, René Maurice Gattefossé, gli oli essenziali cominciarono a essere studiati per le possibili proprietà benefiche che potevano avere.

Lavorando nel suo laboratorio, per un’esplosione dovuta all’unione di sostanze diverse, Gattefossé si ustionò gravemente le mani. Per istinto immerse una delle due mani in un contenitore in cui c’era dell’olio essenziale di Lavanda che stava usando per comporre un profumo.

Successivamente trattò entrambe le mani con unguenti e soluzioni chimiche disponibili all’epoca. Gattefossè notò però che l’ustione alla mano che aveva immerso nell’olio essenziale di Lavanda aveva meno segni e cicatrici e che la pelle guariva più velocemente. Nella mano che fu trattata con i soli farmaci di allora, invece, erano più evidenti la cicatrice e l’ustione.

Questo episodio permise a Gattefossé e a molti altri chimici e studiosi dopo di lui di studiare e considerare gli oli essenziali non solo come incantevoli profumi ma anche come strumenti e rimedi terapeutici.

Jean Valnet e gli oli essenziali come rimedi di cura

Un altro contributo alla popolarità degli oli essenziali come strumenti di medicina erboristica viene da Jean Valnet. Medico chirurgo francese, li utilizzò ampiamente a partire dagli anni Quaranta del Novecento.

Arruolatosi al fronte durante la prima guerra mondiale, nel momento in cui i farmaci scarseggiavano, curò i soldati feriti con la sua scorta di oli essenziali, ottenendo risultati sorprendenti.

Finita la guerra tornò a fare il medico di campagna. Utilizzò gli oli essenziali come rimedi terapeutici alterativi ai comuni farmaci quando questi scarseggiavano o non erano prontamente reperibili.

Se vuoi approfondire le tue conoscenze sugli oli essenziali, ti consiglio questi libri:

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