Quale olio vettore scegliere per gli oli essenziali?

Un olio vettore è un olio vegetale usato per la diluizione degli oli essenziali

Molte amiche mi chiedono perché la loro pelle pizzica dopo aver usato un olio essenziale puro: il segreto è tutto nella base che scegli. Ma qui potrebbe nascere la confusione relativa a quale olio vettore scegliere per gli oli essenziali.  

Mi sono resa conto, infatti, che quando suggerisco gli oli essenziali per uso topico, molte persone sono confuse. Perché pensano che possano essere usati puri, per avere un maggior effetto.

In realtà, questo è il modo più veloce per irritare la pelle o sprecare l’olio essenziale.

Per poter sfruttare tutti i benefici degli oli essenziali il modo migliore è diluirli, nella giusta proporzione, in un olio vettore.

In questo articolo vediamo cos’è un olio vettore, quali sono le differenze con un olio essenziale, e quali scegliere in base alle sue caratteristiche e alle tue necessità di utilizzo.

L'olio vettore è ideale per usare gli oli essenziali per massaggi sulla pelle senza creare irritazioni
Foto di Elly Fairytale su Pexels

Che cos’è un olio vettore e perché è indispensabile?

Poiché sono molto potenti e facilmente irritabili, gli oli essenziali per uso topico hanno bisogno di un compagno di viaggio per agire al meglio: l’olio vettore (o olio base).

Un olio vettore è un olio vegetale estratto dalla spremitura a freddo di semi, noci o frutti grassi. Si tratta, in altre parole, di oli vegetali usati per la diluizione degli oli essenziali che, in aromaterapia, sono definiti olio vettore perché fungono da mezzo di trasporto.

A differenza degli oli essenziali, gli oli vegetali:

  • non sono volatili, cioè il loro profumo non svanisce rapidamente nell’aria,
  • non contengono la parte aromatica concentrata della pianta,
  • sono ricchi di acidi grassi, vitamine e antiossidanti, che invece gli oli essenziali non hanno.

Gli oli vettori sono, dunque, indispensabili per permettere agli oli essenziali di agire in maggiore sicurezza sulla pelle.

3 motivi per usare un olio vettore per diluire gli oli essenziali

Forse ti sei chiesto perché non puoi usare l’olio essenziale puro sulla pelle, quando qualcuno consigliava di diluirlo.

Ecco i 3 motivi fondamentali che rendono l’olio vettore indispensabile.

1. Protezione e sicurezza

Gli oli essenziali sono sostanze estremamente concentrate. Applicarli puri sulla pelle può causare sensibilizzazioni, arrossamenti o vere e proprie dermatiti da contatto.

L’olio vegetale funge da “cuscinetto“, diluendo la potenza dell’essenza e rendendola sicura per il derma.

2. Assorbimento profondo

Gli oli essenziali evaporano molto velocemente (sono sostanze “eteree”). Se applicati puri, gran parte del loro beneficio si disperde nell’aria prima ancora di essere assorbita.

Essendo una sostanza grassa, l’olio vettore “intrappola” le molecole dell’essenza e le accompagna lentamente attraverso gli strati della pelle, permettendo un’azione più profonda e duratura.

3. Scorrevolezza

Hai mai provato a massaggiare una sola goccia di olio essenziale su una gamba? È impossibile: dovresti usarne diversi flaconi alla volta, con anche grossa spesa inutile.

L’olio vegetale consente di distribuire poche gocce di essenza su zone ampie del corpo, trasformando l’applicazione in un vero e proprio massaggio terapeutico.

In breve, se l’olio essenziale è il messaggio che vogliamo inviare al nostro corpo, l’olio vettore è il messaggero che si assicura che arrivi a destinazione in modo sicuro ed efficace.

Molti oli vegetali e burri possono essere utilizzati come olio vettore per la diluizione degli oli essenziali
Foto di Kitirina su Pixabay

I 5 migliori oli vegetali per l’aromaterapia

Fra i tanti oli vegetali a disposizione che puoi usare come olio vettore, a mio parere, quelli che seguono meglio si sposano con gli oli essenziali e la loro azione terapeutica.

Non tutti gli oli vegetali, infatti, sono uguali: ognuno ha una consistenza, una velocità di assorbimento e una “personalità” diversa.

Scegliere quello giusto permette di potenziare l’effetto dell’olio essenziale che hai deciso di utilizzare.

1. Olio di mandorle dolci: l’universale

È il classico intramontabile, ideale se sei agli inizi e non hai dimestichezza né con gli oli essenziali né con quelli vegetali.

Dato che è estremamente dermo-affine, l’olio di mandorle è nutriente e ha una velocità di assorbimento media, il che lo rende perfetto per i massaggi su tutto il corpo.

A mio parere l’olio di mandorle è la base più dolce per accogliere gli oli essenziali rilassanti, come Lavanda, Nardo, Ylang Ylang, Mandarino ecc., dopo una giornata faticosa. Ha una profumazione naturale che generalmente è ben tollerata.

2. Olio di jojoba: il “non-olio” per il viso

Tecnicamente l’olio di jojoba è una cera liquida, molto simile al sebo naturale della nostra pelle.

Se devi applicare un olio essenziale sul viso e hai la pelle mista, l’olio di jojoba è la scelta migliore: penetra istantaneamente senza lasciare quella sensazione di “unto” che molte persone trovano fastidiosa. Ricorda di non esagerare con le quantità.

3. Olio di sesamo: per un calore profondo

Molto amato nella tradizione ayurvedica, l’olio di sesamo ha una proprietà unica: è leggermente riscaldante.

È il vettore ideale per i massaggi invernali o per quando senti il corpo “freddo” e contratto.

Ricorda che è un olio che irrancidisce velocemente: non è adatto a te se tendi a usarlo sporadicamente.

Se preferisci, puoi usare dell’olio di sesamo per uso alimentare (lo trovi su Macrolibrarsi.it), in modo da usarlo sia per i tuoi massaggi che per i piatti.

Si conserva meglio se dopo l’apertura lo tieni in frigo.

4. Olio di argan: l’oro liquido per la rigenerazione

Se cerchi un olio vettore che sia anche un vero trattamento di bellezza, l’argan è imbattibile. È ricchissimo di vitamina E e antiossidanti.

È il compagno ideale per gli oli essenziali quando l’obiettivo è la rigenerazione cutanea o la cura del viso e del décolleté.

Ha una texture setosa che si fonde perfettamente con la pelle senza appesantirla. Io lo uso ad esempio per le mie creme fai da te in cui aggiungo la mia miscela di oli preferiti per contrastare l’invecchiamento e mantenere la pelle tonica e luminosa.

Il burro di karitè è un olio vettore ideale per affezioni della pelle
Foto di Karola G da Pexels

5. Burro di karité: per un rilascio lento e protettivo

Il karité è la scelta d’elezione quando non necessiti di un assorbimento rapido, ma vuoi che l’olio essenziale rimanga sulla pelle più a lungo. Ad esempio se devi contrastare una micosi alle unghie o un ematoma o in tutti i casi in cui è preferibile che l’olio essenziale agisca in loco il più a lungo possibile.

Grazie alla sua consistenza burrosa e ricca, il karité crea un sottile film protettivo sulla zona interessata.

È perfetto per i trattamenti localizzati (come sui piedi o sulle articolazioni): agisce come un serbatoio naturale che rilascia le molecole degli oli essenziali in modo lento e costante, proteggendo al contempo la pelle dalle aggressioni esterne.

L’olio di oliva è un olio vettore?

Sì, nulla vieta di usare del buon olio di oliva come olio vettore per gli oli essenziali. Anche se non a tutti è gradito per via del suo odore forte e persistente.

Il mio consiglio è di scegliere olio di oliva come vettore per piccole applicazioni su zone del corpo lontano dal viso, come ad esempio piedi, gomiti, ginocchia ecc. Per massaggi più estesi o su viso, collo e decolletè meglio un olio meno profumato.

Ricorda anche che l’olio di oliva è molto “pesante” (comedogenico), quindi è meglio evitarlo di applicarlo sul viso se si ha la pelle mista o grassa.

Ti suggerisco di usare dell’olio di oliva di alta qualità, da coltivazione bio e italiana: così se non ti piace con gli oli essenziali, puoi sempre usare il resto come ottimo condimento a crudo.

Posso usare l’acqua al posto dell’olio vettore?

No, l’acqua non è adatta per la diluizione degli oli essenziali. Gli oli essenziali sono liposolubili, il che significa che si sciolgono nei grassi (oli e burri) ma non nell’acqua.

Se provi a mescolarli all’acqua, gli oli essenziali rimarranno separati, galleggiando in superficie o attaccandosi alle pareti del contenitore sotto forma di piccole goccioline concentrate.

Perché è rischioso?

Se applichi questa miscela sulla pelle o, peggio, la versi in una vasca da bagno, l’olio essenziale puro entrerà in contatto diretto con la tua cute senza alcuna protezione. Questo può causare forti irritazioni o bruciori.

L’olio vegetale, invece, “abbraccia” l’essenza e la trasporta in modo uniforme e sicuro. L’olio vegetale rimane, quindi, sempre il miglior vettore possibile.

Se desideri usare gli oli essenziali in acqua (ad esempio per un bagno rilassante), ricorda di scioglierli prima in un cucchiaio di olio vegetale, in un po’ di sale grosso o in un po’ di latte intero: i grassi contenuti in questi elementi permetteranno all’essenza di disperdersi correttamente.

Come riconoscere un buon olio vegetale da usare come olio vettore
Foto di Silviarita su Pixabay

Quante gocce servono? La regola d’oro della diluizione

Ora che hai scelto la tua base vegetale, sorge la domanda più importante: quante gocce di olio essenziale devo aggiungere?

La regola generale per un massaggio sicuro sul corpo è la diluizione all’1%. Questo significa che in 30 ml (circa 2 cucchiai) di olio vegetale o vettore dovrai aggiungere 5-6 gocce di olio essenziale.

Tuttavia, le dosi possono variare sensibilmente se il trattamento è destinato al viso, ai bambini, o se serve un’azione d’urto localizzata.

Come scegliere un olio vegetale di qualità

Non sempre è facile capire quando un prodotto è davvero di qualità e quando invece è un buon prodotto di marketing. Ti è mai capitato di comprare sull’impulso di una confezione carina o di un claim in etichetta e poi scoprire che non era così naturale o genuino come pensavi?

Anche io, all’inizio, ho dovuto imparare a leggere le etichette dei prodotti cosmetici, per poter comprare un olio vegetale che fosse davvero di qualità. Ecco i consigli che condivido con te.

Spremitura a freddo

Un buon olio vegetale deve essere spremuto a freddo. Questo processo garantisce che l’olio sia estratto a basse temperature e permette all’olio di mantenere inalterati i suoi nutrienti.

Molti di questi, come la vitamina E, indispensabile per la bellezza della pelle, tendono a degradare alle alte temperature.

Puro 100%

Un olio vegetale deve contenere solo… olio vegetale.

Controlla l’INCI: dovrebbe esserci solo il nome botanico della pianta (es. Prunus Amygdalus Dulcis Oil, per l’olio di mandorle). Oli e burri, infatti, non necessitano di conservanti o altri ingredienti aggiunti.

Biologico è meglio

Un prodotto biologico certificato (la certificazione deve comparire in etichetta) garantisce che il prodotto finale non abbia tracce di pesticidi o di sostanze chimiche che vengono spalmate sulla pelle.

Alimentare o cosmetico

Molti oli vegetali sono anche oli per uso alimentare.  Su Macrolibrarsi.it, dove anche io li acquisto, puoi trovarne sia per uso cosmetico che per uso alimentare.

La differenza, che ti aiuta anche a scegliere il prodotto più adatto a te, è questa:

Olio vegetale per uso alimentare

Può essere utilizzato anche per uso cosmetico. Questo ti permette di avere un unico prodotto per finalità diverse.

A me capita, ad esempio, di “trasferire” nel mio beauty case gli oli alimentari che tendono a irrancidire presto: se capisco che non riuscirò a finirli in cucina, diventano ottime basi per i miei massaggi, evitando ogni spreco.

Olio vegetale per uso cosmetico

Non può essere utilizzato per uso alimentare perché l’azienda produttrice non ha le certificazioni idonee per dichiarare quel prodotto come alimento. Ciò significa che deve essere utilizzato solo per pelle e capelli.

Cosa evitare

Oltre a quelli elencati in questo articolo, ci sono altri oli vegetali che puoi utilizzare come olio vettore per la diluizione degli oli essenziali.

Nulla ti vieta di usare altri oli, come ad esempio quello di calendula (questo su Macrolibrarsi è uno dei migliori, a mio parere), ideale se devi trattare un’arrossamento o una scottatura, o anche dell’olio di Calophylla (io uso questo) in caso di infiammazione localizzata.

Infine, quando voglio farmi una coccola, trovo fantastico questo olio di Rosa mosqueta (che però non profuma di rosa perché è estratto dai semi), ideale per nutrire la pelle e contrastare piccoli segni e rughe, con aggiunta dei miei oli essenziali preferiti.

Quelli che ti sconsiglio, invece, sono gli oli minerali, come la paraffina, perché hanno più svantaggi che benefici. Creano infatti un tappo sulla pelle che le impedisce di respirare. Allo stesso modo impediscono anche agli oli essenziali di agire. Un doppio spreco a cui, da oggi, saprai prestare attenzione!

Conclusione

L’olio vettore è indispensabile per un corretto uso degli oli essenziali per via topica. A questo proposito, però, sento tantissime persone chiedersi quale olio vegetale scegliere per diluire gli oli essenziali.

Sapere cosa usare non è solo un risparmio di soldi, ma anche un modo per utilizzare le essenze naturali e sfruttare i loro benefici al meglio.

Nella mia esperienza, scegliere la base giusta è importante quanto scegliere l’olio essenziale.

Qui trovi le basi vegetali biologiche che preferisco per le mie sinergie:

Credit foto di copertina: Silviarita su Pixabay

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