Oli essenziali in gravidanza

Gli oli essenziali ritenuti sicuri in gravidanza possono essere utilizzati dal secondo trimestre in poi.

Gli oli essenziali in gravidanza si possono usare? Questa è una domanda che mi sono sentita rivolgere spesso.

In sintesi, sebbene molti siano sconsigliati e vietati, ce ne sono alcuni che possono essere utilizzati, seguendo le dovute accortezze.

Ecco quali sono indicati e i suggerimenti. Se sei in dubbio, rivolgiti al tuo medico prima dell’utilizzo.

La gravidanza: un periodo di trasformazioni

La gravidanza è un periodo molto delicato per la donna, perché è contrassegnato da cambiamenti fisici e ormonali. Per parte sua, nei nove mesi di gestazione il bambino che cresce nel grembo materno assimila informazioni, nutrimento, emozioni e molto altro attraverso il cordone ombelicale all’interno della placenta.

In questa fase, vista la fragilità del bambino ancora in formazione, molti rimedi naturali sono sconsigliati; solo pochi sono considerati sicuri e vanno comunque assunti sotto controllo medico.

Una delle domande che può sorgere quando si è in dolce attesa è se gli oli essenziali fanno male in gravidanza, visto che si tratta di sostanze molto concentrate.

Per garantire la sicurezza di mamma e bimbo, nel primo trimestre vanno evitati tutti, appunto perché potrebbero essere dannosi per lo sviluppo del bambino. Vista la velocità e profondità con cui riescono a penetrare nell’organismo, possono facilmente raggiungere anche la placenta.

Nel secondo e terzo trimestre ce ne sono molti che restano vietati e altri che invece possono essere utilizzati con parsimonia.

Gli oli essenziali vietati in gravidanza…

Ecco di seguito l’elenco degli oli essenziali vietati in gravidanza per tutto il periodo di gestazione. Non si tratta di un elenco completo, ma limitato a quelli più comuni in commercio:

  • Abete
  • Achillea
  • Anice stellato
  • Artemisia
  • Basilico
  • Betulla
  • Cajeput
  • Canfora
  • Cannella
  • Chiodi di Garofano
  • Curcuma
  • Elicriso
  • Issopo
  • Lavanda spica
  • Muschio di quercia
  • Menta piperita
  • Origano
  • Prezzemolo
  • Rosmarino CT canfora e CT verbenone
  • Salvia
  • Tagete
  • Tanaceto
  • Wintergreen
Molti oli essenziali sono vietati in gravidanza anche per uso esterno.
Credit: Jonathan Smith su Unsplash

…E quelli ritenuti sicuri

Dal quinto mese in poi possono essere utilizzati gli oli essenziali ritenuti più sicuri in gravidanza, anche se il parere la supervisione di un aromaterapeuta esperto e del proprio medico è vivamente consigliata.

Se sei in dubbio o hai avuto problemi, evita il fai da te.

Possono essere utilizzati:

  • Albero del tè o tea tree oil
  • Arancio dolce e Arancio amaro
  • Bergamotto
  • Camomilla romana
  • Cardamomo
  • Eucalipto citrata e radiata
  • Lavanda vera
  • Legno di Rosa
  • Limone
  • Mandarino
  • Neroli
  • Palmarosa
  • Petitgrain
  • Ravintsara
  • Ylang Ylang

Ricorda, però, che in caso di allergia o intolleranza a una componente degli oli essenziali o alla pianta da cui sono estratti, devi evitare anche quelli sicuri.

Consigli per un utilizzo sicuro degli oli essenziali in gravidanza

Ecco alcuni suggerimenti per poter usare gli oli essenziali in gravidanza in sicurezza:

  • diluiscili sempre. Non usarli mai puri sulla pelle. Allo stesso modo, non usare più di 4-5 gocce totali (sia per massaggi che per bagni o altro). Poiché il loro profumo è molto intenso potrebbero scatenare il vomito. Se hai problemi di nausea, prova a partire con una sola goccia per volta, fino eventualmente ad aumentare rispettando il dosaggio massimo suggerito,
  • non usarli sulla pancia e sul ventre, nemmeno diluiti,
  • non assumerli mai per via orale, nemmeno quelli permessi,
  • se li usi in diffusore, assicurati di tenerlo acceso per massimo 10 minuti consecutivi. Se hai necessità di usarlo più volte al giorno, fra le varie accensioni lascia passare almeno 30-60 minuti. Se soggiorni nella stanza, assicurati che sia ben aerata per evitare che il profumo diventi troppo intenso,
  • non usarli per periodi lunghi. In gravidanza meglio fare trattamenti brevi, che non superano i 6-7 giorni,
  • assicurati di usare oli essenziali di qualità, di produttori e rivenditori di fiducia o che conosci,
  • utilizza prodotti specifici per la gravidanza. Creme, oli, lozioni adatti in gravidanza contengono oli essenziali permessi in quantità adeguate, al fine di evitare possibili rischi.

Benefici degli oli essenziali in gravidanza

Gli oli essenziali in gravidanza possono essere utilizzati per:

I benefici di Lavanda e Bergamotto nel post parto

Gli oli essenziali possono aiutare a migliorare sonno e umore nel post parto.
Credit: Vince Fleming su Unsplash

La depressione post parto è una condizione molto comune, purtroppo ancora sottovalutata o non riconosciuta tempestivamente, che interessa tante donne dopo il parto.

Si tratta di una condizione che interessa in Europa dal 7 al 12% delle neomamme, che è caratterizzata da:

  • irritabilità,
  • tristezza immotivata,
  • stanchezza e mancanza di energia,
  • pianto immotivato,
  • sensazione di non essere all’altezza come mamma.

Fino all’80% delle puerpere, inoltre, sperimenta il baby blues (una condizione di instabilità emotiva) nei giorni successivi il parto.

Una delle ragioni da tenere in considerazione e che può determinare tale condizione è il fatto che le ore seguenti il travaglio e il parto sono una fase molto delicata sia dal punto fisiologico che psicologico per una donna.

Dovrebbe essere un periodo tranquillo che permetta alla donna di riprendersi sia fisicamente che emotivamente, con un adeguato supporto emotivo e fisico. È importante che la neomamma non si senta sola e impreparata ad affrontare i piccoli disagi e imprevisti che si possono manifestare nelle ore successive al parto.

Allo stesso modo, è fondamentale rivolgersi a personale esperto e qualificato che possa sostenere mamma e figlio in questa fase, senza paura o vergogna di essere giudicate.

Nella nostra società si tende, purtroppo, a parlare poco di questa condizione, per paura di essere considerate inadeguate o incapaci. Non si considera quasi mai, infatti, che tale stato può essere favorito anche dagli squilibri ormonali che si manifestano dopo il parto: è quindi normale chiedere aiuto, proprio come è normale andare dal medico quando abbiamo un disturbo di salute.

Gli oli essenziali che sostengono l’umore

In molti Paesi sono stati fatti e si stanno facendo tuttora studi sui benefici che l’aromaterapia e gli oli essenziali possono avere nel post gravidanza.

Sappiamo che l’aromaterapia può migliorare l’umore e alleviare i problemi del sonno. Alla luce di ciò, diversi studiosi si sono concentrati sui suoi effetti positivi che possono avere sulle donne dopo il parto.

In uno studio condotto su 171 donne nel reparto di Ostetricia e Ginecologia di Khorramabad in Iran è emerso che le donne a cui è stato fatto respirare il profumo dell’olio essenziale di Lavanda per 4 settimane dopo il parto, ha aiutato a prevenire stress, ansia e depressione post partum.

In un un centro di assistenza postpartum di Taiwan è stato condotto uno studio analogo su circa 60 donne utilizzando invece olio essenziale di Bergamotto, ottenendo altrettanti risultati positivi sul sonno e l’umore delle neomamme.

Va detto che l’aromaterapia da sola potrebbe non bastare per contrastare la depressione post parto. Soprattutto nei casi più gravi o di più lunga durata potrebbe essere necessaria una strategia che coinvolga alimentazione e stile di vita.

Se ti senti in difficoltà, chiedi aiuto a una figura professionale che possa accompagnarti e sostenerti nel tuo percorso di neomamma e aiutarti a superare paure e dubbi, permettendoti di ritrovare la serenità e di goderti la maternità.

Credit foto di copertina: Devon Divine su Unsplash

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